
Notte fredda e umida nella mia città... infilandomi gli occhiali, sotto alla luce tenue della lampada da tavolo nel mio studio, accendo una sigaretta guardo il fumo fluttuare nell’aria, e rifletto sul passato una specie di flash back a ritroso nel tempo tanti anni fa ...
Sono nato in una vecchia casa del centro di Ferrara in una famiglia abbastanza numerosa, all’età di 6 anni mio padre, impiegato alle poste, decide di traslocare in un nuovo quartiere dove avremmo potuto abitare in una casa più grande e soprattutto nuova.
Il nuovo quartiere appena fuori le antiche mura di cinta della città, a quattro passi dal grande fiume PO nella quieta campagna a nord est, dove durante il boom economico degli anni 50 costruirono alcuni piccoli villaggi di case a due piani per gli operai lavoranti alla attuale Montedison, i villaggi furono successivamente conglobati in un unico quartiere IL Barco, abitato da famiglie del ceto medio e da altre provenienti dai ghetti più poveri della città li ho vissuto parte della mia infanzia e tutta la adolescenza alla “TOM SAWYER” (curioso personaggio di un libro di narrativa).Nei mesi di vacanza estiva andavamo quasi tutti i giorni al fiume dove era bellissimo esplorarne le rive o fare il bagno, i vecchi però dicevano di non andare perché il PO è traditore: ti attira con la sua mansueta imponenza e un minuto dopo sei sparito in un gorgo o portato lontano dalla corrente; pieno di insidie lo era certamente, ma penso che noi ragazzi andavamo ugualmente proprio per esorcizzare questa paura e poi, un tramonto visto sul Po è di una certa bellezza.