The Bluesmen

thebluesmen

Antonio D'Adamo

dada

Amf

amflogo

tanti anni fa...

Notte fredda e umida nella mia città... infilandomi gli occhiali, sotto alla luce tenue della lampada da tavolo nel mio studio, accendo una sigaretta guardo il fumo fluttuare nell’aria, e rifletto sul passato una specie di flash back a ritroso nel tempo tanti anni fa ...

Sono nato in una vecchia casa del centro di Ferrara in una famiglia abbastanza numerosa, all’età di 6 anni mio padre, impiegato alle poste, decide di traslocare in un nuovo quartiere dove avremmo potuto abitare in una casa più grande e soprattutto nuova.

Il nuovo quartiere appena fuori le antiche mura di cinta della città, a quattro passi dal grande fiume PO nella quieta campagna a nord est, dove durante il boom economico degli anni 50 costruirono alcuni piccoli villaggi di case a due piani per gli operai lavoranti alla attuale Montedison, i villaggi furono successivamente conglobati in un unico quartiere IL Barco, abitato da famiglie del ceto medio e da altre provenienti dai ghetti più poveri della città li ho vissuto parte della mia infanzia e tutta la adolescenza alla “TOM SAWYER” (curioso personaggio di un libro di narrativa).
Sento particolarmente vicino questo quartiere perché essendo immediatamente fuori le mura della città, sembrava più un paese a se dove tutti si conoscono, frequentano lo stesso bar, ed il tempo scorre lento. Non importavano i piccoli disagi dovuti ai collegamenti con la città, allora in via di costruzione pensate che le elementari le feci fino alla terza in prefabbricati posti proprio dietro casa , in seguito finirono la scuola vera e propria dove terminai i primi studi.
Nonostante le male lingue cittadine si ostinassero a parlare male del quartiere, per via di piccole questioni con la “benemerita” (gergo per indicare i carabinieri) che quasi tutti i ragazzi prima o poi avrebbero avuto, per rivalità di territorio, per rocamboleschi furti che somigliavano più ad una gag di TOTO' che ad altro, o per via di corse con motorini truccati, noi ragazzi vivevamo appieno l' atmosfera di questo paesello.

Nei mesi di vacanza estiva andavamo quasi tutti i giorni al fiume dove era bellissimo esplorarne le rive o fare il bagno, i vecchi però dicevano di non andare perché il PO è traditore: ti attira con la sua mansueta imponenza e un minuto dopo sei sparito in un gorgo o portato lontano dalla corrente; pieno di insidie lo era certamente, ma penso che noi ragazzi andavamo ugualmente proprio per esorcizzare questa paura e poi, un tramonto visto sul Po è di una certa bellezza.